Le domande più frequenti sull'odontoiatria

  • Perchè si cariano i denti?

    La carie che colpisce i denti è un processo distruttivo dovuto a più fattori :

    1. una igiene orale non perfetta che permette il proliferare della placca contenente i batteri cariogeni
    2.  un’alimentazione ricca di zuccheri
    3. alcune variabili genetiche relative al soggetto ospite
  • Che cos’è la placca batterica?

    La placca batterica è quella patina biancastra che si deposita sui denti, è composta da batteri che vi si riproducono organizzandosi e nutrendosi di zuccheri producendo così gli acidi responsabili del processo carioso.

  • Cosa si può fare per evitare la carie dentale?

    Mediante una buona igiene orale ed una corretta alimentazione si può notevolmente abbassare il rischio di carie. Inoltre mediante la fluoro-profilassi eseguita sin dai primi giorni di vita con l’assunzione di fluoro in gocce e seguita poi dopo l’infanzia con l’applicazione topica di dentifrici e coluttori fluorati, si riduce ulteriormente e di molto tale rischio. La sigillatura dei molari e dei premolari appena erotti unitamente ai frequenti controlli odontoiatrici insieme alle necessarie sedute di motivazione e di igiene professionale, mantengono ulteriormente sotto controllo la situazione.

  • Cos’è la sigillatura dei molari?

    E’ una forma di profilassi che si effettua nei bambini all’età di circa sei anni, cioè quando erompono appunto i primi molari permanenti. La superficie occlusale di questi denti infatti è segnata da profondi solchi dove anche nei bimbi con una buona confidenza allo spazzolamento dei denti, è facile il ristagno di placca batterica e quindi più probabile la formazione di carie. Questa viene effettuata con l’applicazione mediante un pennellino, di una speciale resina fluida all’interno dei solchi, indurita poi con una speciale lampada, sigillandoli così ed impedendo quindi alla placca batterica di annidarvisi.

  • C’è una relazione tra cosa si mangia e le carie dentali?

    I cibi a base di zuccheri ed amidi generano una placca batterica adesiva e molto acida che può essere causa, se non prontamente rimosso con l’igiene orale, di carie dentali.

  • Serve il filo interdentale?

    L’uso corretto del filo interdentale è fondamentale per una corretta rimozione della placca batterica unitamente ad eventuali residui alimentari negli spazi interdentali dove le setole dello spazzolino o dello scovolino non possono arrivare.

  • A cosa serve il fluoro?

    Il fluoro quando viene assunto con la profilassi in età infantile entra a far parte della struttura dello smalto dei denti in fase di maturazione rendendoli poi, una volta erotti, più resistenti alla carie. Quando invece viene applicato, almeno ogni dodici ore, in forma topica con dentifrici o colluttori fluorati, svolge una importante funzione di inibizione nei confronti dei batteri cariogeni.

  • Quali sono le alternative all’amalgama?

    L’amalgama dentale è un antico materiale utilizzato per le otturazioni dentarie ormai quasi completamente abbandonato per la sua assoluta mancanza di estetica. Per questo oggi utilizziamo dei nuovi materiali a base di resine composite con eccellenti caratteristiche estetiche e resistenza sovrapponibile alla vecchia amalgama.

  • Cos’è la devitalizzazione?

    La devitalizzazione di un dente consiste nella rimozione della polpa dentaria nella sua componente vascolare e nervosa e nella successiva detersione, decontaminazione e otturazione canalare completa.

  • La devitalizzazione indebolisce il dente?

    Sì, effettivamente un dente devitalizzato è più fragile pertanto, per evitare fratture, è consigliato ricoprirlo con una corona ed eventualmente irrobustirlo con un perno endocanalare.

  • E’ davvero così essenziale rimettere un dente estratto?

    La perdita di un elemento dentario non è così grave come quella di altri organi presenti in numero minore, ma si possono certamente sviluppare nel tempo dei problemi se questo non viene sostituito. Principalmente ciò che avviene è una migrazione dei denti limitrofi che tenderanno anche ad inclinarsi verso lo spazio lasciato vuoto diminuendo così la propria stabilità. I denti corrispondenti al dente estratto sull’arcata opposta invece tenderanno ad estrudere andando a modificare, oltre la propria stabilità, anche il piano occlusale. Tutte queste modificazioni possono portare ad una alterazione della masticazione tale da determinare col tempo anche l’insorgenza di problematiche articolari e dondolamenti dentari.

  • Che cos’è un impianto?

    L’impianto è il sostituto artificiale delle radici naturali dei denti mancanti e può sostenere una corona singola, una protesi fissa, oppure una protesi rimovibile completa o parziale. Esso è composto da un materiale biocompatibile ed allestito in forma cilindrica o conica a vite. Ne esistono di diametro o lunghezza variabili a seconda della quantità e qualità di osso a disposizione.

  • Come avviene l’intervento di inserimento dell’impianto?

    L’intervento è preceduto da un’accurata pianificazione. L’osso ricevente viene misurato tramite apposite radiografie per determinare le dimensioni e la posizione ideale dell’impianto. L’intervento che dura circa 30/40 minuti, viene eseguito in condizione di asepsi in anestesia locale ed è quindi completamente indolore. La gengiva viene delicatamente aperta mediante un lembo di accesso e poi, mediante l’uso di specifiche frese calibrate si prepara il sito ricevente nel quale viene quindi inserito l’impianto. La gengiva viene infine richiusa con alcuni punti di sutura.

  • Quali sono i punti di forza o di debolezza di un impianto rispetto al sistema tradizionale (ponti e corone)?

    Essenzialmente l’applicazione di un impianto permette di non dover limare i denti vicini come invece è necessario nel caso della preparazione di un ponte. Il ponte inoltre necessita di una igiene un pò più scrupolosa in quanto i denti sono uniti fra loro e quindi risulta più complessa la pulizia degli spazi interdentali. I tempi della protesizzazione mediante impianto risultano mediamente più lunghi rispetto all’applicazione di un ponte classico. Infine, quando le condizioni anatomiche (spazio, quantità e qualità dell’osso) lo consentono, la protesizzazione di un dente mancante con impianto osteointegrato risulta l’intervento d’elezione.

  • Cosa significa incapsulare un dente?

    Nel caso in cui la corona naturale di un dente risulti particolarmente danneggiata per carie, traumi o altro, per ricostruirla in maniera efficace e duratura può non essere sufficiente una normale otturazione. Si rende necessario limare il dente in questione dandogli una forma “pressappoco” tronco-conica in modo da poterlo poi rivestire con un nuova corona e capsula protesica.

  • Se le gengive sanguinano e i denti iniziano a muoversi cosa può essere?

    Questi sono i sintomi tipici di una malattia dei tessuti di sostegno nei denti, la Parodontite (Piorrea). Questa è una malattia sostenuta da alcuni tipici ceppi batterici presenti nella placca batterica, che porta alla distruzione della struttura di sostegno dei denti ed alla lunga anche alla loro perdita.

  • Quali sono le cura possibili per la Piorrea?

    I principali interventi per la cura della Piorrea (Parodontite) consistono inizialmente in una fase di rimozione della placca, seguita se necessario da una correzione chirurgica, eseguita in anestesia locale, dei difetti (tasche) formatisi. A tutto ciò seguiranno periodici controlli ed opportuna motivazione all’igiene.

  • Perchè alcuni denti crescono storti?

    Alcune volte questo avviene per delle abitudini scorrette che il soggetto si porta dall’infanzia (succhiamento del dito, posizione infantile della lingua in deglutizione, interposizione del labbro, ecc.), altre volte si tratta di fattori genetici dovuti alla conformazione scheletrica dei mascellari, altre volte ancora può dipendere da traumi incorsi in fase di dentizione decidua o lesioni infiammatorie locali.

  • Da cosa si capisce se c’è bisogno di un trattamento ortodontico?

    L’eccessiva sporgenza degli incisivi oppure la presenza di spaziature, affollamenti, rotazioni dei denti, sono segnali di allarme che possono indicare la necessità di un trattamento ortodontico. Altre volte i segni non sono così evidenti e la malocclusione dovuta ad un cattivo combaciamento dei denti può manifestarsi con dolori alle articolazioni della mandibola ed instabilità del morso. Per questo risulta assai utile una visita di controllo preventiva.

  • Se i denti sono storti e non faccio nulla, crescendo possono sistemarsi da soli?

    No la situazione non si risolverà da sola. Nella zona dei denti anteriori col passare del tempo lo spazio non cresce in modo notevole, anzi, nella maggior parte delle persone, dopo che spuntano i molari permanenti, lo spazio a disposizione dei denti anteriori diminuisce.

  • Quanto dura un trattamento ortodontico, è doloroso?

    La durata di un trattamento ortodontico è molto variabile e dipende dal tipo di problematica da risolvere oltre che dall’età del soggetto. Nei bambini il trattamento può essere suddiviso in fasi durante la crescita, ad esempio una fase in dentatura mista ed una terminata la permuta dentaria. Nei ragazzi in dentatura permanente e nell’adulto un trattamento ortodontico fisso può durare da pochi mesi a 2/3 anni al massimo. Il trattamento in sè non è doloroso, un pò di dolenzia è normale nei primi 3/4 giorni dopo l’applicazione degli attacchi, dopo si possono avere solo lievi disturbi, facilmente eliminabili, causati dall’eventuale sfregamento sulle guance di parti dell’apparecchiatura ortodontica.

  • Come lavare i denti?

    I denti vanno spazzolati con l’ausilio di un dentifricio fluorato, almeno tre volte al giorno. Preferibilmente al mattino dopo colazione e la sera prima di coricarsi. Lo spazzolamento va eseguito con piccoli movimenti rotatori tenendo le setole dello spazzolino inclinate di circa 45° rispetto l’asse del dente in modo da indirizzarle nel solco gengivale ( tecnica di Bass ).
    Fondamentale l’uso, almeno una volta al giorno, del filo interdentale e nel caso di ponti o apparecchi ortodontici, dello scovolino, per raggiungere quelle aree dove lo spazzolino non può arrivare. L’uso di colluttori medicati ( clorexidina o altro ) va limitato a casi particolari su indicazione dell’odontoiatra o dell’igienista dentale. Oggi può essere consigliabile il ricorso ad uno spazzolino elettrico che dagli ultimi studi rimuove quasi il 100% di placca in più rispetto allo spazzolino tradizionale.

  • Rapporto tra problemi dentali ed alito cattivo

    Certamente problemi dentali quali carie, infiltrazioni cariose in vecchie protesi fisse non più idonee, affollamenti dentari, tasche parodontali, depositi di tartaro, placca, sono tutte cause di ristagno di batteri e residui alimentari la cui fermentazione è sicuramente causa di alitosi.

  • Quante volte sottoporsi ad esame odontoiatrico?

    E’ opportuno farsi visitare ogni sei mesi dal proprio dentista, anche in assenza di dolore o fastidio. Spesso i costi elevati dal dentista sono una diretta conseguenza della trascuratezza nei controlli periodici.

  • Cos’è lo sbiancamento dei denti?

    Lo sbiancamento dentale è un trattamento oggi molto richiesto, come tale ha ormai assunto una notevole rilevanza sia in ambito domestico che in quello professionale. Sottoporsi a questi trattamenti infatti significa nel migliore dei casi, riportare la dentatura all’antico splendore, fino a schiarire leggermente la tonalità originaria.
    In studio questo trattamento si esegue in una o più sedute di bleaching effettuate con delle sostanze che, sottoforma di gel, vengono applicate ai denti ed illuminate con particolari lampade, sino al raggiungimento della tonalità desiderata.

  • Quali sono le cause e conseguenze del ”digrignare i denti”?

    Il bruxismo cioè il digrignare i denti, è una parafunzione che si manifesta inconsapevolmente soprattutto durante il sonno. La causa del bruxismo non è nota per quanto ci siano alcune teorie sulla sua origine. Una di queste è senza dubbio legata allo stress. Conseguenza del bruxismo, a causa dello sfregamento dei denti tra loro, è senz’altro l’usura degli stessi che può arrivare anche a livelli estremi di mutilazioni delle corone con forte sensibilizzazione. Si possono aggiungere inoltre affaticamento della muscolatura masticatoria con contratture e dolore, fino ad infiammazioni delle articolazioni temporo-mandibolari.